In the Mood for Love (2000)

| Titolo originale | Hua yang nian hua |
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| Diretto da | Wong Kar-Wai |
| Con | Tony Leung Chia-wai, Maggie Cheung, Rebecca Pan |
| Genere | Drammatico |
| Recensione di filmleo |
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Una storia semplice quasi banale nell’essere stata vista tante volte, ma quanto ben raccontata! Sottigliezze psicologiche, elegante malinconia, sensibilità, conoscenza dell’animo umano, profondità e delicatezza nella personale visione del sentimento abbondano e prendono lo spettatore che nei protagonisti (splendidi) ritrova se stesso, con le sue esitazioni le sue ansie i suoi turbamenti. Il film si ispira alla lontana al racconto lungo di Liu Yichang “L’incontro”, in cinese “Duidaoo”. Il termine indica francobolli identici che si fronteggiano ma uno dei quali è capovolto: come, sottolinea il regista, due vite speculari e opposte, destinate a non potersi unire. E infatti tutta la storia raccontata parla di una attrazione reciproca, segnata da pudore e da una struggente infelicità, di una seduzione fatta di tenerezze e di rispetto, di sguardi e di mani che si sfiorano… ma nulla più.
A differenza del libro, nel film lo sfondo storico è appena accennato, quasi del tutto assente (siamo nel 1962, periodo caratterizzato da tensioni sociali e dall’America che sta per infilarsi nell’avventura vietnamita mentre Hong Kong è il crocevia tra Occidente e Oriente, punto di frontiera con la Cina di Mao). Ma al regista interessano i personaggi, il loro stato d’animo, i loro chiaroscuri, le loro emozioni…, personaggi con cui è impossibile non identificarsi: è di noi che si parla nel film, della nostra solitudine, del nostro bisogno d’amore, del nostro eroismo quotidiano. Un capolavoro da ammirare, permeato da una perenne atmosfera onirica, intrigante e affascinante oltremodo. Dove non sai se applaudire maggiormente la straordinaria abilità registica, la eccezionale bravura dell’intero cast, la suggestiva e splendida colonna sonora, il bellissimo contrasto tra la smagliante bellezza e raffinata eleganza della protagonista e l’ambiente miserevole e degradato in cui si muove. Un film complesso, raffinato che parla del passato che rimpiangiamo e che non ritorna, un film da gustare scena per scena e che chi ama il "vero cinema" non dovrebbe assolutamente perdere. Il film, del 2000, ricevette al Festival di Cannes due meritatissimi premi: miglior attore protagonista, migliore fotografia.
Imperdibile
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