Batman Begins (2005)

| Titolo originale | Batman Begins |
|---|---|
| Diretto da | Christopher Nolan |
| Con | Christian Bale, Michael Caine, Morgan Freeman, Rutger Hauer, Liam Neeson, Gary Oldman, Katie Holmes |
| Genere | Azione |
| Recensione di Luca |
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Essere supereroe per vendetta, per vocazione o per disponibilità economiche è il trilemma che deve affrontare il giovane miliardario Bruce Wayne, anima poi non tanto candida in una Gotham City corrotta da una di quelle impersonificazioni del male un po' manichee tipiche dei fumetti (tale Carmine Falcone, macchietta mafiosa che per essere credibile avrebbe dovuto avere il volto di Dan Hedaya).
Dopo una mezz'oretta di "come ti costruisco un supereroe" decisamente artificiosa e della quale il film poteva fare tranquillamente a meno, la faccenda entra nel vivo e Wayne deve affrontare paure dell'infanzia e responsabilità future, mettendo a ferro e fuoco il proprio passato per poter rinascere. Adesione all'etica del bene o lusinghe del lato oscuro della Forza? La vendetta sarà buona ispiratrice per combattere i metodi del moderno terrorismo (la strategia della paura di al qaeda) e la trama finanziario-corporativa che indirettamente lo alimenta? Quasi un trattato su genesi, maturazione ed errori di un supererore, in bilico fra (parziale) recupero della tradizione fumettara e aspirazioni zerozerosettesche, Batman Begins è - a differenza di precedenti illustri- un puro action-movie, genere col quale Christopher Nolan si misura facendo gli errori che, va detto, quasi tutti fanno al primo action (scene di lotta confuse e troppo ravvicinate, angoli di ripresa visti mille volte, scarsa fantasia, paura di osare). Soprattutto, un plot di per sé abbastanza solido (più di Spider Man, perlomeno) che soffre a causa di dialoghi prevedibili e stinti, e ha purtroppo l'aria di prendersi tremendamente sul serio, nonostante un paio di timide battute. Lo spazio dedicato all'analisi sociale, che pure sembra partire in quarta, finisce quasi subito a ridursi a una generica condanna della corruzione che rovina gli uomini: la soluzione non sta né nella libera iniziativa del farsi giustizia da soli, né nella presa di coscienza delle masse. E' un'oligarchia illuminata quella che ha creato la civiltà di Gotham City, sarà una tecnocrazia illuminata che la salverà. Fino al prossimo villain che occhieggia già nel finale, ansioso di entrare in campo a garantire il seguito. Comunque adatto ai fan dei supereroi in genere e a chi ama il fanta-action razionale, lineare e senza grilli per la testa, con una certa attenzione per la verosimiglianza. Meno adatto a chi amò il Batman di Tim Burton per l'immaginario grottesco e l'autoironia, e il periodo dark dell'uomo pipistrello. Per quanto apparentemente travagliato, Christian Bale si direbbe più colpito da un eterno stupore (nonché afflitto da seri problemi di dentatura), e non ha nulla del Batman maturo: quello cupo, sofferto, quasi filosofico degli anni 70.
Dignitoso
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