Batman Begins (2005)

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Finalmente "un giocattolone hollywoodiano" che non si basa esclusivamente sugli effetti speciali (che comunque ci sono e fanno grande spettacolo) ma costruito su una solida sceneggiatura che racconta una storia coinvolgente al massimo, a cui lo spettatore partecipa senza un attimo di noia. Bellissima l’idea di mostrare come un uomo comune (seppur multimiliardario), oppresso dai sensi di colpa e dedito alla tormentata ricerca del bene (un uomo in perenne lotta con la propria anima), riesca a diventare un supereroe imbattibile, edificando così il proprio mito: un simbolo di speranza e di forza per tutti. Assistiamo con interesse e curiosità alle varie fasi di questa "costruzione" e tutto è credibile, ogni azione ha una sua logica: il "mito" ha una spiegazione concreta.

Nel delineare come le filosofie orientali possano diventare fautrici di morte e di violenza ( i cattivi sembrano dei monaci Zen «deviati», dei giustizieri impazziti) il regista forse maschera (come ha sottolineato qualche critico) la percezione che Hollywood ha del «pericolo giallo», di un cinema -superiore per tecnica e per profondità- che potrebbe mettere in discussione la sua leadership: anche se fosse vero è rimarchevole che ci si ponga il problema della diversità tra una giustizia radicale e feroce, e una dolente e umana.


L’atmosfera è cupa (ma non gotico-barocca alla Tim Burton), la scenografia è quanto di meglio si sia visto, la città è un miscuglio di Chicago e Hong Kong reinventate magicamente al computer, la messa in scena è di grande raffinatezza, la fotografia fantastica, il montaggio strepitoso, la colonna sonora (forse un po’ troppo invadente) appropriata.

Fantastico il ricco cast "all-stars":

Christian Bale (il ragazzino che nell'87 fu il convincente protagonista de "L’impero del sole" di Steven Spielberg e all'età di 31 anni ha già' al suo attivo film come "American Psycho" e "L'uomo senza sonno") è forse il miglior Batman finora visto, Liam Neeson rinnova il suo ruolo di "Guerre stellari" con la solita bravura, Michael Caine è eccezionale come sempre, Gary Oldman si cimenta in una parte finalmente diversa e supera brillantemente la prova, Morgan Freeman rifà se stesso (ma è sempre un godimento vederlo). Infine, Katie Holmes: molto attesa, non è del tutto credibile nel personaggio che interpreta e che del resto è di contorno: la aspettiamo in un ruolo più consistente.

starstarstarstarstar Imperdibile
Permalink-icon 04/07/2005