In the Mood for Love (2000)

Voto medio: starstarstarstarstar
(0 voti) · registrati per votare!
94
Titolo originale Hua yang nian hua
Diretto da Wong Kar-Wai
Con Tony Leung Chia-wai, Maggie Cheung, Rebecca Pan
Genere Drammatico
Se proponessi un film lungo più di due ore, completamente ambientato in poche stanze ed un pugno di personaggi, in cui si narrano solo gli eventi essenziali e il silenzio sembra regnare sovrano, chi mai si preparerebbe propositivo alla visione? Eppure tale apparente mattone si rivela in realtà un prodotto degno di applausi, nonché di rientrare a pieno titolo in quella categoria di film che non sono solo pellicole, ma vere opere d’arte. Come i versi di una poesia possono sprigionare molteplici e più profondi significati delle parole che li compongono, così queste povere e ripetitive scene sanno comunicare all’uomo qualcosa di sottile, difficile da contornare.
Hong-Kong, anni 50, varie famiglie vivono lungo uno stretto corridoio, condividendo cucina, telefono e momenti quotidiani. Fra queste, due giovani coppie, che per strane coincidenze si dividono ad un stesso momento per la partenza di uno dei due coniugi: la signora Su e il signor Chow non impiegano molto a comprendere che le loro rispettive dolci metà li hanno abbandonati per scappare insieme.
Lo sfondo è per lo più quello dell’appartamento, il corridoio che unisce tutte le porte, che nel corso del film assume un ruolo preponderante: spesso il personaggio esce dall’inquadratura, mentre la camera rimane a fissare ancora per alcuni secondi il vuoto della stanza o del corridoio. Come se quei muri fossero anch’essi parte del film, partecipi delle vicende che ospitano. Inquadrature immobili, fisse, ma di un’intensità sorprendente. Ed è proprio questa la caratteristica più spiccata della pellicola: l’eleganza. Dall’abbigliamento sobrio ma impeccabile della signora Su agli scarsi ma sentiti dialoghi, dall’arredamento della scena ai brevissimi bigliettini fra i due amanti. Il sentimento stesso che si sprigiona tra i due è di un’eleganza impalpabile: non l’amore travolgente al quale siamo abituati da eroi ed eroine degli schermi occidentali, ma un sentimento che lentamente e silenziosamente in punta di piedi attraversa il corridoio per spiare non visto la camera dell’altro.
Se lo sfondo è parte tanto importante della vicenda è anche grazie ai colori che legano le scene l’un l’altra: luci calde, avvolgenti, colorano la prima parte del film. A fine film, invece, uno stacco netto recide il passato dal presente. Un passato che si può solo accettare con rassegnazione, su cui non si può più agire; un passato che, come dice la voce della signora Su, risulta ormai “sfocato”. A testimoniarlo, ai colori caldi degli anni dell’appartamento si sostituiscono quelli freddi della nuova realtà: un cielo tersissimo contro cui si scaglia un albero solitario, il grigio gelido ed impenetrabile delle montagne.
starstarstarstarstar Elegante
Permalink-icon 12/11/2005