
| Titolo originale | Finding neverland |
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| Diretto da | Marc Forster |
| Con | Johnny Depp, Dustin Hoffman, Kate Winslet, Julie Christie |
| Genere | Drammatico |
| Recensione di mafe |
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Peter Pan vola dalla finestra portando con se' i Bambini Sperduti, quei bambini che non dovrebbero mai andare a dormire perche' si svegliano un giorno piu' vecchi, fino al giorno in cui - che triste incantesimo - il bambino sparisce e compare l'adulto, e una fata muore perche' non si crede piu' in lui. Il bambino Barrie non vuole smettere di credere alle fate e che il cane sia un orso e il bastone uno scettro: non vuole o non puo', ma il risultato non cambia, troppa polverina di fate (magari anche alla Pollon) o magari il contrario di quel che si crede, la saggezza di chi riesce a sorridere anche dopo un lutto, perche' la persona che l'ha lasciata "e' rimasta un bambino fino alla fine". Neverland non concede troppo al peterpanesco autore di Peter Pan (che ha finalmente la faccia perfetta di Johnny Depp): a contraltare il sogno c'e' la severita' di Julie Christie, la nonna capitan uncino che ancora la famiglia sperduta alla realta'. Neverland e' come l'impresario che sa dar fiducia a Barrie anche quando sembra impossibile crederci: un film che sa mostrare come l'apparente capricciosa ingenuita' del bambino che non crescera' mai e' soprattutto la malinconica consapevolezza che l'unico modo per non piangere i morti e' saperli ritrovare nella propria fantasia. Ho pianto come non piangevo al cinema da anni, e non solo perche' Peter Pan e' per me, insieme a Mary Poppins, un mattoncino di base della costruzione della mia personalita': Neverland narra della nostra finita inadeguatezza e della violenza necessaria per ignorarla, credendo che sia possibile farlo.
Estasi e Rapimento
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