
| Titolo originale | Batman Begins |
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| Diretto da | Christopher Nolan |
| Con | Christian Bale, Michael Caine, Morgan Freeman, Rutger Hauer, Liam Neeson, Gary Oldman, Katie Holmes |
| Genere | Azione |
| Recensione di filmleo |
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Finalmente "un giocattolone hollywoodiano" che non si basa esclusivamente sugli effetti speciali (che comunque ci sono e fanno grande spettacolo) ma costruito su una solida sceneggiatura che racconta una storia coinvolgente al massimo, a cui lo spettatore partecipa senza un attimo di noia. Bellissima l’idea di mostrare come un uomo comune (seppur multimiliardario), oppresso dai sensi di colpa e dedito alla tormentata ricerca del bene (un uomo in perenne lotta con la propria anima), riesca a diventare un supereroe imbattibile, edificando così il proprio mito: un simbolo di speranza e di forza per tutti. Assistiamo con interesse e curiosità alle varie fasi di questa "costruzione" e tutto è credibile, ogni azione ha una sua logica: il "mito" ha una spiegazione concreta.
Nel delineare come le filosofie orientali possano diventare fautrici di morte e di violenza ( i cattivi sembrano dei monaci Zen «deviati», dei giustizieri impazziti) il regista forse maschera (come ha sottolineato qualche critico) la percezione che Hollywood ha del «pericolo giallo», di un cinema -superiore per tecnica e per profondità- che potrebbe mettere in discussione la sua leadership: anche se fosse vero è rimarchevole che ci si ponga il problema della diversità tra una giustizia radicale e feroce, e una dolente e umana. L’atmosfera è cupa (ma non gotico-barocca alla Tim Burton), la scenografia è quanto di meglio si sia visto, la città è un miscuglio di Chicago e Hong Kong reinventate magicamente al computer, la messa in scena è di grande raffinatezza, la fotografia fantastica, il montaggio strepitoso, la colonna sonora (forse un po’ troppo invadente) appropriata. Fantastico il ricco cast "all-stars": Christian Bale (il ragazzino che nell'87 fu il convincente protagonista de "L’impero del sole" di Steven Spielberg e all'età di 31 anni ha già' al suo attivo film come "American Psycho" e "L'uomo senza sonno") è forse il miglior Batman finora visto, Liam Neeson rinnova il suo ruolo di "Guerre stellari" con la solita bravura, Michael Caine è eccezionale come sempre, Gary Oldman si cimenta in una parte finalmente diversa e supera brillantemente la prova, Morgan Freeman rifà se stesso (ma è sempre un godimento vederlo). Infine, Katie Holmes: molto attesa, non è del tutto credibile nel personaggio che interpreta e che del resto è di contorno: la aspettiamo in un ruolo più consistente.
Imperdibile
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| Recensione di pierre_1968 |
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In un periodo di frequenti prequel, ecco ora arrivare nelle sale italiane un nuovo episodio del "Cavaliere Oscuro". Non un episodio qualunque ma, potremmo dire, il primo episodio (dopo l'originale di Tim Burton del 1989 e i successivi seguiti). Quante volte ci siamo immaginati gli anni della giovinezza, adolescenza e maturita' di quel Bruce Wayne divenuto poi paladino della giustizia. Come diventa Batman? Dove si procura gli attrezzi del mestiere (mantello, vestito, bat-mobile) ? In che modo diventa tanto agile e rapido nei suoi movimenti? Proprio questo ci presenta la nuova pellicola di Christoper Nolan: la "nascita" dell'uomo pipistrello, il senso che decide di dare alla propria esistenza dopo la prematura morte dei genitori, le dure lezioni di difesa e di attacco e i primi interventi per ripulire Gotham City dai malvagi e dai corrotti. Ed e' cosi' che Bruce viene introdotto alle arti marziali da un bravo Liam Neeson, che gli insegna il controllo del proprio corpo e della mente. Al rifiuto di aderire alla "Lega delle ombre", per non dover combattere il male con altrettanta malvagita', il nostro eroe torna nella sua citta' per eliminare, prima, un boss locale molto potente, e poi per fronteggiare lo "Spaventapasseri" che sta minacciando l'intera Gotham. Il film, specie nella prima parte, risulta molto introspettivo ed incentrato sulla formazione della personalita' di Batman: il rancore e l'odio iniziale verso l'assassino dei genitori, cede il passo ad una forma di conversione al trionfo e all'esaltazione della giustizia. "Lo sai perche' cadiamo? Per rialzarci ed imparare a camminare!". Forse la morale del film sta proprio in questa frase. Una morale affidata spesso e volentieri al fidato e ironico maggiordomo Alfred ( Michael Caine), personaggio non secondario di questa pellicola, accanto ad altri grandi attori del calibro di Morgan Freeman e Gary Oldman. Molto bella la scenografia e l'originalita' di presentare Gotham City, forse per la prima volta, come una citta' meno dark e non dipinta dal solo grigiore delle violente notti criminali.
Interessante
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| Recensione di Luca |
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Essere supereroe per vendetta, per vocazione o per disponibilità economiche è il trilemma che deve affrontare il giovane miliardario Bruce Wayne, anima poi non tanto candida in una Gotham City corrotta da una di quelle impersonificazioni del male un po' manichee tipiche dei fumetti (tale Carmine Falcone, macchietta mafiosa che per essere credibile avrebbe dovuto avere il volto di Dan Hedaya).
Dopo una mezz'oretta di "come ti costruisco un supereroe" decisamente artificiosa e della quale il film poteva fare tranquillamente a meno, la faccenda entra nel vivo e Wayne deve affrontare paure dell'infanzia e responsabilità future, mettendo a ferro e fuoco il proprio passato per poter rinascere. Adesione all'etica del bene o lusinghe del lato oscuro della Forza? La vendetta sarà buona ispiratrice per combattere i metodi del moderno terrorismo (la strategia della paura di al qaeda) e la trama finanziario-corporativa che indirettamente lo alimenta? Quasi un trattato su genesi, maturazione ed errori di un supererore, in bilico fra (parziale) recupero della tradizione fumettara e aspirazioni zerozerosettesche, Batman Begins è - a differenza di precedenti illustri- un puro action-movie, genere col quale Christopher Nolan si misura facendo gli errori che, va detto, quasi tutti fanno al primo action (scene di lotta confuse e troppo ravvicinate, angoli di ripresa visti mille volte, scarsa fantasia, paura di osare). Soprattutto, un plot di per sé abbastanza solido (più di Spider Man, perlomeno) che soffre a causa di dialoghi prevedibili e stinti, e ha purtroppo l'aria di prendersi tremendamente sul serio, nonostante un paio di timide battute. Lo spazio dedicato all'analisi sociale, che pure sembra partire in quarta, finisce quasi subito a ridursi a una generica condanna della corruzione che rovina gli uomini: la soluzione non sta né nella libera iniziativa del farsi giustizia da soli, né nella presa di coscienza delle masse. E' un'oligarchia illuminata quella che ha creato la civiltà di Gotham City, sarà una tecnocrazia illuminata che la salverà. Fino al prossimo villain che occhieggia già nel finale, ansioso di entrare in campo a garantire il seguito. Comunque adatto ai fan dei supereroi in genere e a chi ama il fanta-action razionale, lineare e senza grilli per la testa, con una certa attenzione per la verosimiglianza. Meno adatto a chi amò il Batman di Tim Burton per l'immaginario grottesco e l'autoironia, e il periodo dark dell'uomo pipistrello. Per quanto apparentemente travagliato, Christian Bale si direbbe più colpito da un eterno stupore (nonché afflitto da seri problemi di dentatura), e non ha nulla del Batman maturo: quello cupo, sofferto, quasi filosofico degli anni 70.
Dignitoso
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| Recensione di Giulia |
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Lo ammetto, mi stupisco io stessa di ciò che sto per asserire: questo film è fa-vo-lo-so (e non avevo assunto sostanze psicotropiche prima del cinema).
L'idea di un ennesimo Batman, soprattutto dopo la duplice azione suicida di Shumacher, mi lasciava perplessa. Ma devo ammettere che Nolan ha compiuto un miracolo (due, se si conta che è quasi riuscito a rendere espressivi Bale e la Holmes). Ha rimesso in piedi Gotham City rendendola più simile a quella immaginata da Tim Burton (meno gotica, meno surreale, ugualmente dark), e ha creato il backgroung dell'uomo pipistrello rendendolo (ebbene si) credibile. Un supereroe senza superpoteri va spiegato per bene (accontentando gli schiavi della logica come la sottoscritta), e questo viaggio nella psiche di Wayne - nelle sue ancestrali paure, nella sua voglia di pareggiare i conti con il destino, nel suo desiderio di riscattare la memoria della sua famiglia - regge. Ho letteralmente goduto durante la parte didascalica in cui si costruisce il personaggio: il costume, la bat-mobile, il modo di combattere, la simbologia. Un pò noiosa, forse, la solita parte della solita lotta contro i soliti cattivi, che sapeva di già visto, ma così dev'essere, a quanto pare. Visto a distanza di una settimana da "la guerra dei mondi" (orrore) devo dire che in quanto ad americanate mi sento risarcita :-) ps: il mio socio di prime visioni cinematografiche, di solito sempre e comunque di parere speculare e contrario al mio, mi dice di riferirvi che questo film è "da orgasmo"...
Interessante
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| Recensione di oscar |
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Bravo Nolan.
Certo ripartire con Batman dopo quattro episodi non era cosa da poco, e farlo con la pretesa di spiegare i tanti buchi neri nella storia dell'uomo-pipistrello non rendeva le cose più facili. Smessa la Gotham City gotica e grottesca di Tim Burton (ma per me resta la più bella e suggestiva) e quella monumentale e al neon di Schumacher (francamente kitsch e baraccona, ma comunque in grado di regalare scorci emozionanti), la città assume realismo e colori lividi da noir, e così anche la storia, che vorrebbe essere più ancorata alla realtà. La sceneggiatura regge i colpi più duri (anche l'addestramento tra le vette himalayane, che è forse il momento più ridondante del film è probabilmente il più fragile), Nolan gioca con la sua abilità già dimostrata e sfrutta bene un cast di alto livello (peccato per il doppiaggio italiano di Bale, onestamente antipatico). Temo che non sarà mai il "mio Batman", ma si guarda volentieri e merita rispetto per la serietà e l'onestà con cui tratta una materia tanto scivolosa quanto quella degli eroi mascherati. P.S.: Ma perché quella batmobile? Credo che il pubblico si sarebbe concesso un po' di sospensione dell'incredulità e non avrebbe disdegnato di vedere una vettura più cool...
Interessante
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| Recensione di gavoz |
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Francamente, ho trovato esagerate le critiche mosse da molti contro questo Batman Begins.
Infatti, dopo l'inizio alla "Sette anni in Tibet", il film diventa molto bello, assolutamente spettacolare e pieno di buone idee. Il cast è semplicemente divino, e la regia se la cava piuttosto bene. Confrontare questo Batman con quelli di Tim Burton (escludendo le buffonate di Schumacher) è davvero difficile. Batman Begins è di certo meno fiabesco e più concreto, e di certo molto poco adatto ai più piccoli, come lo erano di certo un po' di più gli altri. Tutto sommato, Batman Begins è un film consigliatissimo, davvero stupendo e ben fatto. Divertenti le parti che vedono Wayne e Alfred, il maggiordomo, preparare l'apparecchiatura e il travestimento. Strana la scelta di far venire la maschera e le orecchie del costume...da Singapore e dalla Cina!
Adrenalinico
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| Recensione di ares78 |
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Cosa dire di questo film...sicuramente "diverso" da tutte le precedenti versioni cinematografiche del cavaliere oscuro.
Diverso dagli episodi di Burton, poco fumettistici e fin troppo burtoniani e (grazie al cielo) diverso da quelli di Schumacher. Le origini sono completamente reinventate e si nota subito il tema principale del film: la fragilità e l'imperfezione che rende gli uomini talvolta deboli e talvolta disumani. Deboli perchè in balia degli eventi e dei sentimenti (pensiamo alla rabbia di Bruce e al suo tentativo di trasformarla in vendetta), disumani perchè corrotti e schiavi del potere. Ovviamente non manca nemmeno l'azione e la storia d'amore (francamente spesso forzata e inserita quasi controvoglia). Forse era lecito aspettarsi qualcosa in più dal regista di Memento, ma non si resta sicuramente delusi.
Dignitoso
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