
| Titolo originale | The House on Turk Street |
|---|---|
| Diretto da | Bob Rafelson |
| Con | Samuel L. Jackson, Milla Jovovich, Stellan Skarsgard |
| Genere | Giallo |
| Recensione di ten |
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Non ce ne voglia il buon Bob Rafelson (per chi l'avesse dimenticato, regista di un remake scandalo de Il postino suona sempre due volte, with a very exciting Jessica Lange) ma a 70 anni suonati avrebbe fatto meglio a godersi la pensione, se i risultati sono costituiti da questo incomprensibile No good deed.
Tratto da un racconto breve di Dashiell Hammett, "The house on turk street" il film non è nè un noir, nè un thriller e nemmeno una storia d'amore, anche se nella confusione di una situazione di anomalo sequestro si liberano nell'aria gli effluvi dell'attrazione tra carceriera e carcerato, uniti entrambi dalla passione per la musica (lei diplomata in pianoforte, lui violoncellista). Rafelson mette insieme in una ambientazione che sa tanto di teatro uno strampalato gruppo di delinquenti, composto anche di due pensionati, una banda di criminali quasi pulpisti che si scanneranno tra di loro:nelle loro grinfie finisce per caso il private eye Samuel L.Jackson, malato di diabete e saranno guai per lui, fino alla citata attrazione con la donna giovane del capobanda, una Milla Jovovich irriconoscibile per chi come noi l'ha ammirata ed ha ancora in testa e negli occhi l'indimenticabile Giovanna D'arco di Besson. Film pasticciato, lento, senza un briciolo di tensione e con dialoghi assurdi:un naufragio nel quale colano a picco anche i due grossi calibri di cui sopra (quasi una macchia sulla carriera).
Inutile
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