
| Titolo originale | Carrie |
|---|---|
| Diretto da | Brian De Palma |
| Con | John Travolta, Piper Laurie, Sissy Spacek, William Katt, Amy Irving |
| Genere | Horror |
| Recensione di Giulio90 |
|
Capolavoro dell'horror negli anni in cui il genere sfruttava molto il soggetto del male e del diavolo. Tratto dal primo romanzo del Re del Maine, Carrie è uno spettacolo gotico di grande impatto visivo per quanto riguarda i temi trattati e per come gli attori siano bravi a trasmettere quel senso di disperazione ed angoscia che alberga in tutto il film. Bravissima la Spacek, una vera adolescente frustrata dalla vita di tutti i giorni e sopratutto dalla madre fanatica religiosa a causa di un dispiacere che il marito le ha fatto; gli altri ragazzi sono abbastanza calati, molto brave "le vipere" che Carrie ha per compagne, veramente odiose ed antipatiche, coloro che saranno responsabili della tragedia finale. Scene molto disturbanti che colpiscono lo stomaco sia per la crudezza sia per la loro drammaticità come quella iniziale e le scene d'istericità della madre, una grandissima Piper Laurie che recita immensamente bene. I soprusi che Carrie deve sopportare sono di quei più disturbanti che uno che si immedesima (come me!) non può far altro che star male per la protagonista, da notare come la maestra che l'ha aiutata durante tutto il film nel finale la tradirà spudoratamente, vero esempio dell'essere umano ipocrita e falso. Scene anche molto significative che un bravo cinefilo deve saper spiegare, ad esempio la madre che muore nella stessa posizione del Cristo che Carrie deve pregare quando è in punizione: chi è il vero demonio? Montaggio spettacolare della scena del ballo, sia quella romantica e coloratissima (stupendo il contrasto rosso, blu e le varie luccicanze che vi sono intorno) del ballo dove la videocamera gira continuamente attorno ai due ballerini (non puoi non sorridere e essere soddisfatto di quello che sta succedendo a Carrie dopo tutto quello che ha passato!) sia il grandissimo rallenty della scena del secchio, impressionante come riesci a seguire l'intera sequenza senza distrarti, seguendo passo passo Sue! La scena finale è la più sconvolgente di tutti, con l'elemento sorpresa che nessuno si sarebbe aspettato (Cunningham farà lo stesso col suo Venerdì 13), sottolineata dalla stuopenda ballata sinfonica di Donaggio che si lascia trasportare fino a trascinarti nel più grande batticuore. Effetti speciali per l'epoca nella norma ma molto impressionanti. Queste scene ti trasmettono cosi tanto grazie anche alla stupenda musica di Pino Donaggio (grando collaboratore di Argento reduce del successo con i Goblin dell'anno prima con Profondo Rosso) col quale sottolinea la vera drammaticità delle scene e trasmette vera paura quando la furia della ragazza si scatena o quando deve creare tensione come ad esempio nel ritorno di Carrie dal ballo in casa sua (chi c'è dietro la porta del bagno?). Resta il fatto che DePalma ha eseguito un grandissimo lavoro di regia, dirigendo una grandissima perla dell'horror, ma non è solo questo Carrie, è anche una grande finestra che ci fa vedere quanto possa essere crudele la realtà per qualcuno e quanto l'essere umano sia veramente la creatura più "animale" pronta a ferire la sensibilità del prossimo, anche se possediamo un cervello più evoluto di qualsisasi altro. Da vedere e rivedere assolutamente, collezionandolo gelosamente nella propria videoteca. Curiosità: Il bambino sulla bicicletta che Carrie fa cadere con lo sguardo è il figlio del regista; Travolta dopo questo film riceverà il successo grazie alla "Febbre del sabato sera", ma è da notare come i più grandi divi inizino con i film horror, lo stesso Johnny Deep ha iniziato nel 1984 con il primo capitolo di Nightmare.
Cult
|
| Recensione di Bruna |
|
Ne avevo un ricordo abbastanza inquietante, rivedendolo m'è sembrato che gli anni pesassero tutti.
Gran bell'inizio, la Carrie terrorizzata sotto la doccia turba ancora, pure il suo rapporto con la madre è pesante quanto necessario, tuttavia il resto non m'ha riportato a quello stato d'animo in bilico tra tenerezza e tensione che ricordavo. Pure l'interminabile scena del secchio mi è sembrata, appunto, interminabile; né la mano finale m'ha fatto saltare dalla sedia. Pochino, insomma. L'interesse alla telecinesi è appena accennato, i personaggi hanno lo spessore di un telefilm di Happy days, se si archivia come un thriller di serie B allora ci sto. Ma neanche tanto, ripensandoci.
Pallosetto
|



i film di domani