| Titolo originale | The Last Samurai |
|---|---|
| Diretto da | Edward Zwick |
| Con | Tom Cruise, William Atherton, Ken Watanabe |
| Genere | Azione |
| Recensione di ten |
|
E'difficile pensare che nell'epoca attuale, di post-modernità e di sostanziale deja-vu in campo filmico, sia possibile che ad Hollywood abbiano ancora il genio di realizzare pellicole di così ampio respiro.
Ed invece questo Ultimo Samurai, a differenza di qualche altro strombazzatissimo kolossal (vedi il noiosissimo Gangs of New York di qualche anno fa, capolinea dell'onoratissima carriera di un maestro come Scorsese, ormai destinato al ruolo di codificatore della storia del cinema), è un film assolutamente grandioso, che non delude le attese. Tutto, nelle due ore e mezzo di questa rappresentazione che è un continuum di sensazioni moving to tears, è in linea con i grandi valori di cui è permeata la storia. Dalle locations quasi paradisiache(individuate in New Zealand) e dunque "altissime" alla belta' celestiale di Taka (la cui "altezza" risiede non solo nella evidente,indiscutibile avvenenza fisica ma anche e soprattutto nell'equilibrio psichico che esprime) al coraggio immenso e disinteressato, ideologico,dei samurai, portato di una cultura superiore. Bravo Cruise, eccezionali i giapponesi. Un film commovente, toccante, imperdibile.
Imperdibile
|
| Recensione di mafe |
|
Ha iniziato Scorsese, con Gangs of New York, e il cinema d'azione degno di questo nome ha rinnegato le sparafuoco per diventare una lama affilata che taglia la coscienza a chi non vuol vedere quanto sia sleale una mitragliatrice contro un uomo a cavallo. Gli esseri umani combattono corpo a corpo, anche quando sono software come in Matrix: consapevolmente o meno, furbamente o meno, Hollywood sfugge alla tirannia del patriottismo nella messa in scena, accontentando i potenti solo a parole, negli snodi piu' evidenti delle sceneggiature. A tratti spuntato, piu' spesso emozionante, L'ultimo samurai e' una specie di gladiatore che balla coi lupi, con un tocco di Body Guard e qualche oncia di Ghost Dog. Forse (forse) problematico ideologicamente, ma chi se ne frega: era parecchio che non soffrivo cosi' con dei personaggi al cinema, complice anche l'indiscutibile eleganza del Bushido. Convincente Cruise, straordinari tutti gli attori giapponesi. Una storia che mi piacerebbe rivedere con una colonna sonora diversa, meno tronfia e trionfale, magari girato da un Kitano.
Terapeutico
|
| Recensione di Luca |
|
L'Ultimo Samurai potrebbe non piacere a molti. In primis a chi quando vede un film d'azione usa il termine "americanata", e mal tollera per default un lieto(?!?) fine (magari un po' forzato).
E' anche possibile che L'Ultimo Samurai non piaccia a chi mal sopporta l'odore di etnocentrismo che sprigiona dal piazzare un (anti)eroe bianco e ammazzaindiani a reinsegnare ai jap come fare i samurai. Molti altri storceranno il naso per l'una o l'altra di queste ragioni, o per un mix di entrambe. Ma se si cerca di liberarsi delle insofferenze per qualche luogo comune che sembra voler affiorare qua e là, ci si rende conto di cos'è veramente l'Ultimo Samurai: l'ultimo (nel senso di più recente) Grande Film Epico. Spesso paragonato a Balla Coi Lupi (per epicità, lunghezza e intensità), l'Ultimo Samurai ha parecchie doti importanti: ha momenti di grande intensità e soprattutto una media generale piuttosto alta, non annoia mai per tutte le oltre 2 ore e trenta - già questo è un piccolo miracolo - e spesso diverte, è ben scritto e magnificamente girato e costumato, nonché interpretato con grande intensità e convinzione. Una volta descritto il tutto secondo i canoni della critica cinematografica e quindi liberatisi dei dettagli, restano tutte le cose più interessanti: lo scontro tra modernità e tradizione (che in Giappone, forse unico caso al mondo, alla fine troveranno modo di convivere), l'avvento della tecnologia che porta la fine dell'honor system (e con esso degli ultimi brandelli di umanità-in-battaglia, sancendo il passaggio dall'arte della guerra al massacro razionale e organizzato, preparando così il terreno per il grande macello della prima guerra mondiale), l'etica del bushido (spesso imbarazzante, sempre affascinante) e l'estetica di uno stile di vita che mira a riassumere la complessità di un'esistenza in pochi, perfetti gesti quotidiani. Un film intenso e denso senza essere pesante, che è molto più di quello che mi aspettassi.
Crepuscolare
|



i film di domani