
| Titolo originale | Avatar |
|---|---|
| Diretto da | James Cameron |
| Con | Sam Worthington, Zoe Saldana, Sigourney Weaver, Giovanni Ribisi, Michelle Rodriguez |
| Scritto da | James Cameron |
| Genere | Fantastico |
| Recensione di Luca | |
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Durante la colonizzazione per fini di sfruttamento industriale del pianeta Pandora, all'ex marine paraplegico Jake Sully viene proposto di prendere il posto del fratello deceduto all'interno del progetto Avatar di integrazione con le popolazioni aliene locali. Indossando/trasmigrando in un corpo biomeccanico a immagine e somiglianza della specie aliena locale, Jake dovrà integrarsi alla tribù degli indigeni Na'vi con lo scopo di convincerli a fidarsi e ad accettare i nuovi padroni umani. Si è parlato di un Balla coi Lupi spaziale, ma dove il film di Costner raccontava in modo molto delicato, attento e affascinato il fragile processo di avvicinamento di due culture, Avatar è un film potente, aggressivo e molto cameroniano, con tutti i temi e le ossessioni tipiche del suo cinema (l'etica nell'uso delle tecnologie, la fascinazione per le integrazioni corpo/macchina, un'impronta action molto incisiva e insistita). questi sono spesso stati pregi nel cinema di genere di Cameron, ma Avatar ha il peso di dover incassare fantastiliardi piacendo a tutti, e non è facile affascinare tutti i pubblici con le tematiche cameroniane, per cui la scelta per garantire il botteghino è stata: far cassetta grazie a molta action di grande impatto visivo, e minimizzare la profondità dei personaggi e degli scontri etici che invece avrebbero dovuto essere alla base della sceneggiatura (come fu nel caso di the Abyss, molto più simile a Avatar di quanto lo sia Balla coi lupi). purtroppo in Avatar i dilemmi etici sono spesso schematici, dedicare spazio allo sviluppo dei caratteri avrebbe rubato tempo all'azione, quindi i personaggi indossano cappelli bianchi o neri, tutta la parte dedicata a usi e costumi dei locali per quanto progettata con dedizione suona parecchio derivativa dei tribù africane e americane, e lo sviluppo della trama è decisamente prevedibile, fino a climax e anticlimax finali. e non ce n'è: il performance capture puzza sempre un pochino di artificiale. Il risultato è un film strazeppo d'azione, ma nonostante le quasi tre ore forse troppo superficiale e sbrigativo quanto a personaggi e impianto filosofico per sedurre un pubblico adulto o di cameroniani, ma che potrebbe avere un successo enorme con le fasce d'età più giovani e/o meno esigenti. probabilmente lo avrà, ma se Titanic era davvero un kolossal universale e adatto a tutti, Avatar rischia di lasciare deluso un certo pubblico e di essere dimenticato molto più in fretta. peccato, perché lo sforzo, la passione, l'idea e buona parte del lavoro fatto meritavano sicuramente un destino migliore (destino che probabilmente il film avrà, visto che io sono un disastro con le previsioni e non ne azzecco mai una).
Superficiale
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