IMDb Finding Neverland (Un sogno per la vita) (2004)

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Titolo originale Finding neverland
Diretto da Marc Forster
Con Johnny Depp, Dustin Hoffman, Kate Winslet, Julie Christie
Genere Drammatico
Immaginazione, fantasia, realta', sogni e desideri.

Una mescolanza, molto ben assortita e amalgamata, che il regista Marc Forster riesce a tradurre sullo schermo in immagini di notevole impatto visivo ed emotivo.

Merito, sicuramente, della splendida interpretazione di tutti gli attori: uno straordinario Jhonny Depp (il piu' adatto a rappresentare il connubio "adulto" nel fisico del perenne "bambino); una molto delicata Kate Winslet che, nella drammaticita' del suo ruolo, non cade mai nella compassione e nell'eccessivo compatimento, ma che si limita a piccoli gesti, materni consigli, delicati sguardi e frugali lacrime.

Dustin Hoffman, nel ruolo del direttore del teatro, sempre molto scettico verso lo scrittore dell'opera teatrale, ma che alla fine verra', pure lui, contagiato dal successo per tanta felicita'.

Molto simile a quest'ultimo anche la brava e severa Julie Christie: in principio titubante, fredda razionale e per nulla convinta della necessita' di tanta felicita'; e alla fine decisa sostenitrice (e' lei che applaude, per prima, allo spettacolo piu' doloroso che sta per consumarsi tra le
fredde mura domestiche che, solo negli ultimi tempi, sono state riscaldate da quel dolce inaspettato tepore umano).

Il film narra la vita dello scrittore James Barrie, del brutto momento che la sua vita artistica sta attraversando e dell'incontro, che lo segnera' profondamente, con la giovane vedova e i suoi quattro bambini.

Saranno proprio loro quattro che, negli incontri quotidiani con Jhonny-lo scrittore-Depp, porteranno "lui" alla stesura della sua ultima fatica letteraria e "noi" a realizzare che solo con gli occhi dei piu' piccoli
potremo continuare a sognare e comprendere il vero significato di quanto ci sta attorno.

Insegnera' loro come certe volte, nella vita, sia indispensabile abbandonare la triste e crude realta' per rifugiarsi, anche solo pochi attimi, in un mondo nuovo, che la fantasia di tutti noi riesce e deve sempre costruire:
un piccolo angolo di paradiso di felicita' (anche se non perenne e definitiva), ma che ci puo' aiutare nei momenti piu' cupi e tristi della vita quotidiana.

Un invito a volare nell' "Isola che non c'e'", che e' dentro ognuno di noi, e che potrebbe, per qualche istante, mostrarci anche la morte come un mondo non necessariamente dipinto di nero, tetro e desolato, ma come una mano fraterna che ci accoglie e ci guida verso una dimensione nuova e inesplorata.

La fantasia non ha confini: questo il messaggio che la storia ci vuole comunicare. E i bambini bene incarnano questo invito, riuscendo a contagiare noi adulti.

Solo lasciandoci andare un po' di piu' alle nostre emozioni, riusciremo anche noi a vedere che "un pezzo di legno puo' diventare, agli occhi di tutti, un pezzo splendente"; non avendo troppa fretta di voler crescere
ci sara' piu' facile realizzare i nostri intimi desideri, come il piu' piccolo dei bambini che, con le proprie forze, riuscira' a sollevare il pesante aquilone facendolo librare, entusiasta, nel cielo dei suoi sogni.

"Il bambino, che negli ultimi trenta secondi, e' diventato adulto" sembra, per contro, chiedere a noi grandi di essere, per trenta secondi al giorno, un po' piu' bambini e vivere le emozioni che spesso ci sfuggono dalle mani.

Quanto sarebbe bello se anche noi, come Jhonny Depp, aprendo la porta della nostra stanza, potessimo vedere un mondo diverso, colori molto piu' vivi e accesi, panorami e paesaggi piu' dolci e suggestivi, poter volare anche noi, per qualche istante, sull'isola che non c'e'.
starstarstarstarstar Imperdibile
Permalink-icon 04/02/2005
Si tratta della storia di James M. Barrie e di come tramite i contatti con la famiglia della vedova interpretata da Kate Winslet, crea il suo capolavoro Peter Pan e da un senso alla sua vita.
Neverland è un film decisamente originale nel gusto estetico alla Burton, Foster riesce in pieno nel dare alla pellicola un tocco magico e fiabesco, per il resto però, la storia resta abbastanza convenzionale con un buonismo di fondo che risulta a tratti irritante.
Il punto debole del film è proprio la sua prevedibilità e il cercare la lacrima puntando sul più banale degli espedienti LA MAMMA MALATA CON I FIGLI A CARICO, diciamocelo subito Forester non calca la mano in maniera morbosa sulla malattia, creando un inter straziante per lo spettatore, la racconta con grande eleganza e il finale è di rara poesia.
Eppure un film non può essere soltanto forma ma anche contenuto e anche la scelta degli attori sembra voler creare situazioni zuccherose e melense.
La burrosa Kate Winslet, il carino (bravo e camaleontico) Jonny Deep e il piccolo Freddie Highmore attore già visto nella fabbrica di cioccolato, tutte smorfiette e occhietti dolci, insopportabile a chi non cede al fascino del "piccolo e indifeso".
Insomma Neverland è una storia a tinte rosa, zuccherosa è un pò melensa ma ricca di fantasia e raccontata in modo originale, per chi ama sognare senza troppe pretese
starstarstarstarstar Furbetto
Permalink-icon 09/12/2006
Strano vedere Johnny Depp nei panni (d'epoca) di un mite scrittore, senza gli (splendidi) istrionismi ed eccessi che spesso caratterizzano le sue interpretazioni, e questo mette ancora più in luce la sua finezza di interprete.
Si tratta della storia di James M. Barrie, scrittore di Peter Pan, e della sua amicizia con la famiglia di una vedova (Kate Winslet, notevole), che gli fornirà l'ispirazione per la sua opera più famosa, oltre che la possibilità di entrare in contatto con il mondo dell'infanzia e degli affetti famigliari, che non trova presso la moglie (Rhada Mitchell, in un ruolo poco simpatico ma ben caratterizzato).
Sospeso tra un pacato stile intimista e fiabeschi tocchi visionari, Marc Foster realizza un film bello e delicato, emozionante evitando però scontate leziosità a patetismi.
Oltre ai protagonisti, meritano attenzione gli ottimi comprimari (Hoffman, Christie), e in modo particolare i bambini, tra cui spicca il piccolo Freddie Highmore, che Depp ritroverà nei panni di Charlie ne "la fabbrica di cioccolato".
starstarstarstarstar Delizioso
Permalink-icon 21/11/2006
Peter Pan vola dalla finestra portando con se' i Bambini Sperduti, quei bambini che non dovrebbero mai andare a dormire perche' si svegliano un giorno piu' vecchi, fino al giorno in cui - che triste incantesimo - il bambino sparisce e compare l'adulto, e una fata muore perche' non si crede piu' in lui.

Il bambino Barrie non vuole smettere di credere alle fate e che il cane sia un orso e il bastone uno scettro: non vuole o non puo', ma il risultato non cambia, troppa polverina di fate (magari anche alla Pollon) o magari il contrario di quel che si crede, la saggezza di chi riesce a sorridere anche dopo un lutto, perche' la persona che l'ha lasciata "e' rimasta un bambino fino alla fine".

Neverland non concede troppo al peterpanesco autore di Peter Pan (che ha finalmente la faccia perfetta di Johnny Depp): a contraltare il sogno c'e' la severita' di Julie Christie, la nonna capitan uncino che ancora la famiglia sperduta alla realta'. Neverland e' come l'impresario che sa dar fiducia a Barrie anche quando sembra impossibile crederci: un film che sa mostrare come l'apparente capricciosa ingenuita' del bambino che non crescera' mai e' soprattutto la malinconica consapevolezza che l'unico modo per non piangere i morti e' saperli ritrovare nella propria fantasia.

Ho pianto come non piangevo al cinema da anni, e non solo perche' Peter Pan e' per me, insieme a Mary Poppins, un mattoncino di base della costruzione della mia personalita': Neverland narra della nostra finita inadeguatezza e della violenza necessaria per ignorarla, credendo che sia possibile farlo.
starstarstarstarstar Estasi e Rapimento
Permalink-icon 09/02/2005
"I bambini non dovrebbero mai andare a letto, si svegliano più vecchi di un giorno." Frase bellissima per un film bellissimo che commuove senza inutili patetismi, asciutto, raffinato, elegante, accuratissimo nella ricostruzione storica dell’epoca (siamo ai primi del Novecento). Marc Foster (che qualche anno fa si era fatto notare nel dirigere il drammatico Monster’s Ball) racconta con estrema sobrietà la vita di un uomo che non perde mai il desiderio di rimanere bambino. La forza e l’importanza della immaginazione: è il tema portante del film che viaggia continuamente e con coerenza tra realtà e fantasia, tra la realtà triste di tutti i giorni e il bisogno di credere in qualcos’altro. La necessità di sognare, di credere in un’isola che non c’è: non per fuggire dalla quotidianeità ma per poterla affrontare meglio. La freschezza dell’età infantile trionfa sul disincanto dell’età adulta, il naturale bisogno di felicità trionfa sulle brutture della vita. Naturalmente tutto questo era estremamente rischioso. Ma, ripeto, il film è molto equilibrato. Sottile, controcorrente, inusuale, forse spiazzante, sicuramente superiore alla media. Grazie anche alla straordinaria prestazione di tutti gli attori: i benritrovati Julie Christie e Dustin Hoffman, Kate Winslet (nella sua migliore interpretazione, a mio parere) Radha Mitchell (che così si riscatta dal brutto Melinda e Melinda). Eccelsi mi sono sembrati Johnny Depp (eccezionale la sua duttilità, il sapersi trasformare a seconda del personaggio che interpreta) e il piccolo Freddie Highmore: una delle più belle ed intense coppie dell’anno e che con piacere rivedremo presto nel prossimo film di Tim Burton.

starstarstarstarstar Sofisticato
Permalink-icon 05/02/2005